Guida su come scegliere il proprio primo telescopio

Sei neofita e sei pronto a comprare il tuo primo telescopio e non sai cosa fare per scegliere quello giusto?

Ecco alcuni punti a cui far riferimento prima di operare un acquisto su Nadir Astronomia.

In genere quando si è all'inizio della passione per l'astronomia e si è in procinto di poter scegliere finalmente il proprio telescopio, si viene assaliti da centinaia di dubbi e incertezze. Ad oggi, molti di questi dubbi sono causati più dalla troppa lettura di forum di astronomia e notizie talora non specifiche sull'argomento "primo telescopio per neofita", piuttosto che dalla effettiva esistenza di variabili che comportano dubbi o incertezze.

Quando si parla di mancanza di notizie specifiche sull'argomento "primo telescopio" si fa riferimento al fatto che la maggior parte di chi ha un po di esperienza può consigliare uno strumento per quello che può essere lo strumento stesso, ovvero in base alla propria esperienza per quel dato strumento o gruppo di strumenti, ovvero caratteristiche tecniche o tipologia di ottica, o, in estrema alternativa, ci si ferma a comparare strumenti diversi solo per limite di budget a disposizione.

Un approccio più corretto, a mio parere, è porsi poche domande fondamentali e tener presente che uno strumento, indipendentemente dalla tipologia o dal disegno ottico, esprime il massimo della sua performance in un determinato campo di utilizzo. Questo vuol anche dire che non esiste uno strumento "tuttofare"!
In questo modo mettiamo a tacere subito la voce che ci richiama all'attenzione "A me piace un po di tutto quindi ho bisogno di un tuttofare"...

Certo, uno strumento può avere una buona performance in un campo e di poco simile in un altro, ma c'è sempre un campo di eccellenza e bisogna tenerne conto, specie quando poi avremo acquisito delle competenze e fatto esperienze e avremo modo di fare "richieste" al nostro telescopio.

Bene, sulla base di quanto anticipato, le poche domande da porsi, possibilmente in sequenza ordinata così come le trovi qui sotto elencate, sono:

  1. 1. Da che cielo osservo?
  2. 2. Voglio fare astrofoto?
  3. 3. Mi va di spostarmi da casa?
  4. 4. Il peso della strumentazione è un limite per me?

Come puoi notare non c'è la domanda: "Scelgo uno Schmidt-Cassegrain o un Newton o un Rifrattore?"; proprio perché non ha senso fare una scelta in base ad un modello di telescopio, mentre ha senso farlo in base a ciò che ci limita (a parte il budget) e alle proprie esigenze. Mi limiterò ad esporre le risposte senza considerare tantissime opportunità che devono considerare chi ha già acquisito competenze e ha una buona esperienza delle tecniche e degli strumenti (filtri aggiuntivi, camere CCD, strumenti dedicati ad un campo specifico).

Andiamo per gradi quindi:

D: Da che cielo osservo?

R: Da (a) Cielo cittadino, (b) Cielo suburbano o buio

(a) Cielo cittadino: Se ti trovi sotto questo cielo non hai scampo, l'inquinamento luminoso (IL) è variabile da città a città ma mediamente è quel sito dal quale si distinguono al massimo quattro/cinque stelle del grande carro o due/tre del piccolo carro. In questo caso il cielo ci limita all'osservazione visuale di oggetti luminosi o poco estesi e luminosi. In pratica se voglio fare osservazioni visuali di oggetti di profondo cielo sono limitato dal fondo cielo che è mediamente o anche molto luminoso. In teoria uno strumento di grande diametro di aiuta, maggiore è il diametro e più la probabilità di tirar fuori gli oggetti dal fondo cielo è buona. Questo già ci porta a selezionare uno al massimo due tipologie di strumento: Newton/Dobson oppure Rifrattore di buon diametro anche se acromatico. Nella pratica? Meglio rinunciare a osservazioni di oggetti di profondo cielo da cielo cittadino specie se diffusi. Se invece voglio fare osservazioni planetarie allora non avremo difficoltà con qualsiasi tipo di strumento: il cielo inquinato non influisce sulla visione dei pianeti e di tutto cio che è inteso planetario. In questo caso, quindi, meglio scegliere uno strumento che abbia una buona focale nativa tipicamente almeno 1500mm quindi si può scegliere tra Schmidth-Cassegrain o Maksutov-Cassegrain il cui diametro va scelto in base al peso e al budget. Di seguito i prospetti dei relativi disegni ottici:

                                      SC                                                                                                      Mak-Cas

Schmidt-Cassegrain

(b) Cielo suburbano o buio: Se ti trovi sotto un cielo in prossimità di un centro cittadino o in campagna con cielo leggermente inquinato allora ti trovi già in una situazione buona e favorevole all'osservazione anche di oggetti profondo cielo. Tenendo ben fermo il fatto che maggiore è il diametro e sempre meglio è il risultato che si ottiene, si può iniziare ad optare per osservazioni visuali su strumenti tipo il Dobson ovvero un Newton su montatura altazimultale semplificata, oppure, in base al budget anche su Newton o Rifrattori acromatici o apocromatici su montatura altazimutale o equatoriale. Il vantaggio del Dobson è che con un budget non elevato si può iniziare a fare osservazioni già con strumenti il cui diametro è ragionevole, ad esempio un 10" (250mm) o meglio un 12" (305mm). A parità di diametro un newton da 12" o un SC o Rifrattore apo equivalente ha un costo che varia tra le 2 e 3 volte quello di un Dobson!

D: Voglio fare astrofoto?

R: Da (a) Cielo cittadino, (b) Cielo suburbano o buio

(a) Cielo cittadino: Le regole viste per il visuale valgono allo stesso modo anche per l'astrofotol'unica differrenza tra visuale e astrofoto è la possibilità di effettuare varie tipologie di astrofotografie e alcune di queste sono più o meno compatibili anche con cieli inquinati. La risposta più immediata e più sensata alla domanda, in caso di cielo cittadino, è restringere l'astrofoto agli oggetti planetari per i quali l'inquinamento non gioco un ruolo importante o limitante. Per cui se si decide di fare astrofoto da città meglio affrontare una spesa per uno strumento che sia dedicato quasi esclusivamente alle riprese planetarie o, in alternativa, uno strumento che può operare anche su oggetti di profondo cielo operando in quella che viene definita "banda stretta" o "narrow band". Questo significa, in pratica, che la cerchia di strumenti da poter utilizzare è ristretta se si considera il caso di riprese planetarie, oppure ampia se si considera il caso di astrofoto di oggetti profondo cielo in banda stretta o anche in un settore specifico, quale potrebbe essere la spettroscopia o anche altri campi che non necessitano di foto "curate" esteticamente. Il consiglio, nel caso si voglia optare per riprese planetarie e approfondire le tecniche per ottenere performances elevate in tale campo, ricade su Schmidt-Cassegrain, Maksutov, Maksutov-Cassegrain, Newton di grosso diametro e rapporto focale tra f/5 e f/8, Dall-Kirkham. Nel caso invece si voglia optare per astrofotografia in banda stretta allora si può scegliere tra Rifrattori (acro o apocromatici), Newton f/4 o f/5 oppure Schimdt-Cassegrain.Tutti questi strumenti devono essere montati su montature equatoriali adeguati al loro carico. Per scopi planetari si consiglia di usare sempre riprese a rapporti focali superiori a quelli nativi tramite l'utilizzo di Barlow di ottima qualità, tra f/10 e f/30 (casi estremi per i Newton che possono arrivare anche a f/50).

                Newton                                            Rifrattori                                             SC

(b) Cielo suburbano o buio: Se ti trovi sotto questo cielo allora puoi spaziare tra i vari strumenti per astrofoto, dal Newton o Rifrattori Apocromatici, a Schmidt-Cassegrain o Maksutov-Newton o Ritchey-Cretien. Ogni strumento darà il suo massimo in base alla focale nativa e in caso di astrofoto profondo cielo si consiglia sempre di lasciare invariata la focale se non, al massimo, ridotta con spianatori (dove necessario) o riduttori di focale. Caso a parte i Newton che in genere vengono usati a f/4 o f/5 e che possono anche essere "tirati", all'occorrenza e sempre per astrofoto profondo cielo, con barlow 2x per ottenere f/8 o f/10 preservando, quindi comportandosi da strumenti versatili che si adattano con il rapporto focale al campo di applicazione. Per riprese planetarie valogno le stesse regole esposte sopra circa l'uso di Barlow di lata qualità per utilizzare rapporti focali tra f/10 a f/30 (o f/50). Ovviamente per uso profondo cielo nulla toglie che si possa fare anche utilizzare un set di filtri in banda stretta oltre a quelli colorati tagliati in IR. Per una visione di alcune immagini planetarie e profondo cielo puoi visitare il mio blog personale: ASTROIMAGING.IT

D: Mi va di spostarmi da casa?

Anche questa domanda, per quanto possa sembrare banale, fa riferimento ad un'esigenza, talora latente ma altre volteben espressa e fatta come richiesta base. Se non si ha idea che spostarsi da casa è una risorsa o se in tal caso bisogna comunque optare per rinunciare a questa risorsa extra e quindi restare comodi da casa, allora è bene che la scelta del telescopio segua fondamentalmente le risposte date alle prime due domande, dopodiché, prima della scelta finale, faremo il conto col fatto che non spostandosi da casa potremo optare per una "postazione fissa" e quindi fare in modo da dedicare un budget adeguato sia iniziale che successivo al proprio setup, corredandolo sin dall'inizio di accessori adeguati sia all'osservazione che all'astrofoto (in base alla propria passione), partendo assolutamente da una montatura adeguata agli scopi che ci si prefigge di raggiungere. Se mi piace fare astrofoto planetaria in alta risoluzione non posso prescindere dall'avere una montatura di buone o elevate prestazioni. In pratica se prendo uno Schmidit-Cassegrain, tipicamente un C11 o un C14 o similari, non posso pensare di mettere tali strumenti su montature per le quali "ho sentito dire che posso usare anche una NEQ6 o una CGEM". E' bene in tali casi dotarsi sin dall'inizio di una buona montatura e pensare al massimo strumento che potrò montarvi cercando di restare nell'intervallo del 75%-80% del totale carico massimo della montatura; in questo modo potrò utilizzare la montatura ancora con la sua massima performance e quindi ottenere risultati degni dello strumento e di tutto il setup. Consideriamo anche che se non mi sposto di casa in ogni modo mi sono limitato a meno di non avere una casa sotto ad un cielo che abbia una trasparenza mediamente elevata ovvero privo o con ridotta condensa nell'arco dell'anno. In ogni scelta è sempre bene valutare e tenere conto dei limiti della propria postazione se questa è fissa.

D: Il peso della strumentazione è un limite per me?

Il peso della strumentazione è un limite per molti aspetti: se ho una postazione fissa ovvero semi-fissa, nel senso che devo montarla di volta in volta nelle varie sessioni, oppure se sono un itinerante e quindi amo trasportare il mio setup sotto cieli tersi e bui per ottenere il massimo dalle osservazioni o dalle astrofoto. In alcuni casi ci si ritrova a fare acquisti perché la passione "chiede" determinati strumenti ma poi ci si rende conto che i vari spostamenti da fare dentro casa o fuori casa, possono rappresentare un limite alla crescita della passione specie se ripetuti ogni sera o quasi.
E' bene quindi considerare questo aspetto visto che si può spaziare da telescopi completi per uso visuale che pesano al massimo 7-8Kg, fino a telescopi completi di setup fotografico che possono arrivare anche a 70kg-90kg. Sembra poca roba ma spostare il setup smontato da 50kg, montarlo, usarlo, smontarlo e riporlo diventa col tempo un passo limitante. Per cui se si è all'inizio è inutile dotarsi di strumenti completi da 30kg-40kg e quindi optare per setup più "leggeri" con performance adeguate allo "peso" ma che soddisfino anche il limite del peso totale da spostare. Poi, quando la passione cresce, cresce anche la forza di spostare e trasportare tutto il setup anche di 90kg (come faccio io) o anche più come fanno alcuni miei amici ingiro per l'Italia.

In ogni caso e indipendentemente dalle domande che ti poni, ricorda che il telescopio è uno "strumento scientifico" anche il più piccolo quasi giocattolo, per cui rispettare questa visione ti pone in una considerazione diversa da chi vuole approcciare solo per "curiosità"; anche chi è curioso dovrebbe tener presente che la curiosità stessa è frutto del "pensiero" e quindi di un processo che in un qualche modo può essere scomponibile, ripetibile, valutabile e misurabile, quindi "scientifico".

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Buona scelta e... Cieli sereni

Antonello Medugno